Violeta Benini è un’ostetrica libera professionista. Ho avuto il piacere di imbattermi nelle sue creazioni all’uncinetto per caso tramite un profilo instagram e mi sono subito innamorata delle sue idee, per le quali si autodefinisce “ostetrica artigiana” (qui trovate il suo blog e qui il suo negozio). Ho deciso di raccontarvi il suo lavoro e il suo impegno in ambito sessuale tramite questa stimolante intervista.

Qual è la tua storia?

La mia storia personale è un po’ da Beautiful tanto che a volte penso che se sapessi scrivere ne verrebbe fuori un mega romanzo, tipo Cent’anni di solitudine. Ho abitato in diversi posti, sono una cosmopolita, e questo si rispecchia anche nel mio attuale nomadismo nell’organizzare incontri.

All’inizio ho frequentato la facoltà di biologia molecolare ma poi ho capito che non era per me e ho cambiato con ostetricia. In qualche modo già sapevo che non avrei mai lavorato in ospedale, così cominciai a fare dei corsi di formazione prima di laurearmi: accompagnamento alla nascita, allattamento e babywearing (portare i bambini in fascia). La mia “passione” per la salute femminile che esula dalla gravidanza sorge dalla mia personale storia di ovaio policistico, con il mio uso della coppetta mestruale e con dei corsi di fitoterapia che il paese dove vivevo organizzava. Parlare di coppetta mestruale è inscindibile dallo spiegare il pavimento pelvico, e di conseguenza il modo di vivere la propria sessualità. Quindi, assecondando le richieste delle donne che desideravano qualcosa di specifico da dedicare a se stesse, mi sono buttata sulla divulgazione del benessere sessuale.

Che significa ostetrica artigiana?

Mentre studiavo ostetricia creavo accessori per hobby, come collane e borse. Per la laurea scelsi una tesi sulle strategie attivanti per i corsi di accompagnamento alla nascita e preparai come materiale didattico da mostrare alla commissione dei giochi particolari che disegnai io stessa e dei modelli anatomici della placenta e della mammella.

Dopo essermi laureata ho confezionato questi oggetti anche per le colleghe e per gli altri.

Non mi sono mai riconosciuta “artista” e perciò mi definisco “artigiana”. Creo cose che mi servono per le mie spiegazioni.

Come ti è venuto in mente di rappresentare gli organi con l’uncinetto?

Lavoro all’uncinetto da quando sono piccola e mi sono sempre divertita a ideare nuove forme, a fare amigurumi, termine usato dai giapponesi per oggetti e animali realizzati all’uncinetto. Avevo bisogno di un modello di vagina per mostrare alle donne come usare la coppetta mestruale, illustrare come fosse la cervice, dove si collocasse la coppetta, rassicurare del fatto che una coppetta dentro non si perde. Ho deciso di modellare vulva e cervice a maglia e uncinetto, il resto delle forme è venuto da sé.

In che situazioni li usi?

Ogni volta in cui parlo di vagina e vulva! Quando parlo di coppette mestruali, pap test, contraccettivi (ad esempio come si inserisce il diaframma, la spirale, il preservativo femminile), sex toys, e per spiegare anche semplicemente come siamo fatte.

Me li presenti?

La prima a nascere è stata la Peppa, il modello di vagina e vulva. Ad essere sincera, non mi ricordo più cosa mi portò a quel nome. Per secondo è arrivato Martin L’utèro, confesso che il nome l’ho rubato a uno dei ragazzi delle medie a cui ho dato delle lezioni di educazione sessuale. Per terza Miss Clitò, che si presta sempre a mostrare alle donne quanto la clitoride non sia solo il glande in superficie ma quanto sia grande e si estenda in profondità. Ultimo della famiglia è Elvis de Pelvis, con il “de” italianizzato. Tutti assieme mi aiutano a spiegare come siamo fatte con una buona dose d’ironia che non fa mai male.

E’ difficile divulgare il benessere sessuale in Italia?

Non ho problemi a parlarne, anzi. Donne e uomini sono interessati come delle piante che hanno sete. Ciò che è veramente difficoltoso è trovare o offrire momenti di incontro/confronto. Non è così facile convincerli a presentarsi a uno di questi, pur se non a pagamento, come se fosse una sorta di tabù. Quando però succede, ascoltano e partecipano raccontando le proprie esperienze.

Quali sono le domande più frequenti durante i tuoi workshop?

Da dove esce il liquido dello squirting (eiaculazione femminile), esiste il punto G, l’uretra sbuca in vagina, si può sistemare l’incontinenza, esistono davvero orgasmi diversi, è possibile avere i parti orgasmici e se si può imparare ad avere tipi diversi di orgasmi.

La borsa I Love Pap Test credo sia geniale. Quanto è importante fare un pap test per le donne?

E’ lo strumento migliore per prevenire il cancro al collo dell’utero. Non si riduce il rischio di una pre-neoplasia, ma si è in grado di riconoscerla in tempo e curarsi quando è ancora poco estesa. Lo screening italiano prevede un pap test ogni 3 anni, a volte alcune donne preferiscono eseguirne uno all’anno. Farli più ravvicinati sarebbe poco utile.

Quali sono gli argomenti sessuali e le questioni legati alla gravidanza che le donne italiane continuano a ignorare in maniera grave.

Molte non sanno come sono fatte, non hanno mai preso in mano uno specchio per osservarsi la vulva, e non so quante poi non si tocchino. Non conoscere se stesse e il proprio piacere credo sia molto limitante per la propria salute sessuale e per quella del partner, si crea un circolo vizioso.

In merito alla gravidanza si è perso quel senso di salute. Esiste quasi un’ombra che oscura le gravide e le rende convinte di non poter far nulla nel corso di questo periodo come se fossero malate. Una donna in attesa è una donna sana che può fare diverse attività, mangiare quasi come prima, divertirsi come prima. Non è un’incubatrice che deve evitare le gioie della vita, come il sesso. Hanno l’idea errata che possa danneggiare il bambino. Spesso si rivestono di quell’aura di maternità che limita o cancella il fatto che prima di essere madri sono donne con desideri naturali.

Sei favorevole all’educazione sessuale nelle scuole?

Sì! La mia idea sarebbe di proporre la sostituzione dell’ora di religione con quella di educazione all’affettività, alla socializzazione, all’educazione sessuale, all’economia domestica e al rispetto degli altri. La religione può essere insegnata in sedi più consone al suo utilizzo.

Che cosa pensi della questione aborto italiana?

Siamo fortunati ad avere questa legge, solo che ultimamente tra i medici ci sono molti obiettori e a quanto pare non sempre si riesce a coprire la richiesta per questo servizio. Le richieste non sono aumentate ma i medici disposti a eseguire le interruzioni volontarie di gravidanza sono diminuiti.

Hai in progetto qualcosa di interessante nell’immediato futuro?

Ho tante idee in testa. Oltre alle prossime collaborazioni, che si sveleranno a tempo debito, mi piacerebbe rimodellare la proposta dei corsi di formazione che offro alle mie colleghe ostetriche, sia per quanto riguarda la sessualità che altri temi come le mestruazioni, la fitoterapia, la contraccezione e un mega percorso più articolato sulla sessualità e uno focalizzato su come cavarsela nei panni di libere professioniste.

Per quanto riguarda gli eventi che offro a donne e uomini, cerco sempre di poter organizzare incontri in giro, anche seguendo i miei spostamenti, ma non è sempre così facile. In genere se qualcuno è interessato, segue le mie peregrinazioni e sceglie di partecipare oppure raccoglie un nutrito gruppo di persone e mi contatta.

 

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