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Perché l’eiaculazione precoce (EP) è considerata un problema?

Potrebbe sembrare una domanda sciocca, eppure a livello storico e primordiale nell’uomo l’eiaculazione rapida poteva avere un significato ed una utilità: considerando che l’obiettivo principale nella copulazione è la penetrazione e la fecondazione, avrebbe senso considerare la EP come una forma di “Risparmio Energetico”.

Hong, nell’articolo del 1984 “Survival of the fastest: On the origin of premature ejaculation”, passa in rassegna il tempo medio in cui gli animali impiegano ad eiaculare, sottolineando come vi siano vantaggi per la stessa sopravvivenza nell’essere dei rapidi “amanti”, diminuendo il tempo in cui si è esposti a possibili attacchi da parte di predatori.

La domanda che ci si può porre è: Perché il corpo dovrebbe impiegare del tempo e delle energie fisiche preziose per compiere un gesto che può essere rapido ed avere lo stesso effetto?

In molti primati l’eiaculazione si presenta subito dopo la penetrazione, per cui questo potrebbe essere il comportamento normale a livello dei nostri antenati.

Difficilmente nel mondo animale la rapida e pronta eiaculazione potrebbe essere considerata un problema, una fonte di insoddisfazione, forse proprio perché negli animali l’atto sessuale non sembra essere associato ad un aspetto del piacere.

Lo stesso Hong evidenzia come non vi siano tracce nella letteratura che parlino della EP prima del XX secolo.

Risalgono ai primi anni ’60, in corrispondenza di cambiamenti nei valori sociali quali la maggiore coscienza dell’individualità femminile, i primi casi in cui la troppa rapidità nell’atto sessuale è stata considerata un problema.

La “troppa prontezza” nel portare a termine l’orgasmo ha come fondamento inevitabile una importante componente sociale e culturale.

In queste riflessioni c’è una risposta molto importante sul perché si considera la EP un problema. Da circa mezzo secolo a questa parte nell’uomo si pone come fondamento della stabilità di coppia il piacere sessuale per ENTRAMBI i partner, non più la esclusiva soddisfazione maschile.

Un esempio di questa evoluzione culturale lo si può trovare nei criteri con cui la comunità scientifica ha cercato di stabilire quale è il confine tra la EP ed un funzionamento normale dell’orgasmo maschile.

A partire dagli albori della discussione sulla EP negli anni ’60 fino agli anni ’90 si è cercato di definire il problema a livello quantitativo, basandosi sul numero di spinte pelviche effettuate prima della eiaculazione, o sui minuti di durata del rapporto con penetrazione.

Questo approccio evidenzia senz’altro un tentativo scientifico e verificabile di comprendere il problema, ma parte probabilmente da un punto di vista lontano dal sentimento culturale che ha portato a delineare il disturbo stesso.

Se l’EP nasce da un problema legato al piacere di coppia, Masters e Johnson nel 1996 definiscono l’EP basandosi sull’impossibilità per l’uomo di ritardare l’eiaculazione in modo che la sua partner sia sessualmente soddisfatta nel 50% dei loro rapporti sessuali.

Questo criterio diagnostico determina un altro cambiamento molto importante a livello della comprensione del disturbo, perché sottolineano come per valutare il funzionamento sessuale sia necessario considerare il piacere di entrambi i partner.

Anche il concetto di “controllo” dell’orgasmo nell’uomo ha una importanza fondamentale. Nella EP l’uomo sente di non avere più il controllo sulla propria eiaculazione, questo porterà la persona ad avere maggiore attenzione ed ansia sul processo che porta al piacere, proprio ed altrui.

Metaforicamente possiamo aggiungere che forse l’uomo, con l’introduzione della problematica legata alla EP negli anni ’60, ha perso il controllo sia sulle proprie risposte fisiologiche a livello sessuale, ma più in generale questo si è verificato in corrispondenza della perdita di controllo nei confronti della predominanza dei sessi, ovvero del potere che l’uomo fino a quegli anni esercitava sulla donna.

In conclusione possiamo provare a rispondere in maniera non di certo esaustiva alla domanda del titolo, ma usandola come spunto di riflessione.

L’EP è considerata un problema forse anche perché a livello culturale e sociale ha messo alla luce in maniera laterale un importante problema che fino a cinquanta anni fa e forse in parte ancora oggi esiste, e cioè lo squilibrio di poteri che esiste da tempo immemore nella cultura tra donna e uomo.

Questo squilibrio è stato modificato in qualche modo dalla rivoluzione sessuale, che ha portato a considerare come importante nella coppia il piacere di entrambi i partner e non solo di quello socialmente ed economicamente più “potente”.

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