Stando all’ultimo rapporto redatto dall’Oms, l’allarme riguardante il virus Zika non è ancora rientrato e sono ancora molteplici i paesi dove si contano i primi casi, non ultimo quello che ha colpito una donna spezina di ritorno dal Sud America. Da qui sono scattate le prime procedure di sorveglianza e controllo, applicate dal ministero della Sanità del nostro paese.
Benchè il virus Zika non sia autoctono, in Italia può essere veicolato dalla zanzara tigre.

Come ben noto, il problema principale legato alla malattia, riguarda le donne in stato di gravidanza che potrebbero correre gravi rischi per il figlio portato in grembo e per la propria salute.
Dopo ulteriori studi e ricerche sul campo, l’Organizzazione mondiale della sanità ha cambiato nuovamente direttive e ha suggerito che per non incorrere in maggiori rischi di contagio, tutte le persone che hanno viaggiato nelle zone colpite dal virus debbano fare uso del preservativo durante i rapporti nei 6 mesi successivi al viaggio.

All’interno dell’ultimo rapporto pubblicato il 6/9/2016 dall’Oms (World Healt Organization), sono inoltre riportati gli 11 paesi in cui il virus è stato contratto per via sessuale:

Stati Uniti
Italia
Francia
Germania
Nuova Zelanda
Argentina
Cile
Perù
Portogallo
Canada
Spagna

Qui potete scaricare il documento originale tratto dal sito dell’Oms.

 

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