Di Martina Montinari

Ogni tanto, cerco disperatamente nella mia memoria l’odore di muschio e statuine che usciva dallo scatolone rosso degli addobbi natalizi quando ero piccola. A fine novembre, già mi pregustavo il momento in cui avrei risentito “l’odore del Natale”. Non era Chanel né Lancome. Anzi, era un odore quasi stantio e che certamente per chiunque sarebbe stato assolutamente ignorabile, ma per me resta l’aroma della mia infanzia, vorrei poterlo chiudere in un barattolo e “sniffarlo” nei momenti tristi, sentire ancora il benessere che provavo quando mi ci immergevo ad occhi chiusi.

A questo punto, qualcuno si chiederà cosa c’entri l’Albero di Natale in un sito di sessualità. Il passaggio in realtà è molto breve…quanto è soave l’odore dell’amato, riconoscibile in una stanza in mezzo a mille persone? Quanto è lancinante sentirsi addosso dopo aver fatto l’amore l’odore del partner e percepire che si sta affievolendo? Sembra quasi che una volta che non ce lo sentiremo più sulla pelle, saremo destinati a perdere anche il ricordo del nostro incontro.
Ma soprattutto, l’amletico quesito è: amiamo una persona e di conseguenza il suo odore o sarà piuttosto l’odore di una persona che ci fa innamorare?
L’odore della nostra pelle è unico e irripetibile, e influenzato da mille variabili, come età, alimentazione, abitudini, utilizzo di profumi, ormoni. Insomma, ognuno ha “il suo odore”, che risulta inconfondibile per le persone che ci conoscono.
Come è prodotto il nostro personale odore? Le ghiandole sudoripare sono disseminate su tutto l’ambito corporeo e producono appunto quello che tutti conosciamo come sudore, una sostanza acquosa che di per sé non avrebbe alcun odore, ma che una volta a contatto con la cute, unendosi al sebo secreto dalle ghiandole sebacee e venendo decomposto dai batteri “buoni” che normalmente abitano su di noi, libera nell’aria delle sostanze che possono determinare odori più o meno gradevoli; vi sono poi delle speciali ghiandole sudoripare cosiddette “apocrine” che sono ubicate nei cavi ascellari, nel pube, sotto l’ombelico e intorno ai capezzoli; esse secernono sostanze particolari dette feromoni che, mescolandosi al sudore e quindi al nostro odore, veicolano un’infinità di messaggi al mondo intero e , soprattutto, al sesso opposto. Cosa veicoliamo? Milioni di informazioni, carpite a livello per lo più inconscio e che a livello razionale non decodifichiamo assolutamente, ma che nella pratica fanno sì che il soggetto in questione ci piaccia a tal punto da volergli sempre mettere le braccia al collo, baciarlo, annusarlo e farci sesso. Insomma, i feromoni sono un vero e proprio afrodisiaco… quante volte succede che “ci sia un qualcosa” in quella persona, che pur non essendo né particolarmente avvenente o brillante, ce lo fa trovare “appetibile”? colpa dei feromoni!
Insomma, l’attrazione verso chi ci piace passa senza dubbio dal naso, e ci passa secondo due canali: il primo canale decisamente più “cosciente”, che ci fa dire che lui/lei ha un buon odore….e il motivo del perché tale odore ci piaccia non sempre è razionalizzabile…i centri cerebrali deputati ad analizzare e catalogare gli odori (migliaia e migliaia!) sono strettamente collegati con i centri della memoria e con quelli delle emozioni; l’odore di una persona a me può piacere perché chissà, magari può rivelarsi un’inconscia mescolanza tra lo strudel appena sfornato a casa di mia nonna , un libro di favole delle elementari e l’odore di legna bruciata dei falò estivi. E qui si aggiunge poi il secondo canale: affinché lo strudel della nonna etc diventi una bomba erotica capace di mandarmi in tilt in maniera “animale”, entrano in gioco i feromoni, che di fatto sono inodore, ma in grado di essere percepiti dal nostro organismo e di attivare reazioni fisiche ben precise, tra cui eccitazione e aumento del testosterone .

Dal punto di vista strettamente scientifico, sono stati fatti studi secondo i quali troveremmo più gradevole ed afrodisiaco l’odore di persone con un sistema immunitario (e quindi un patrimonio genetico) molto diverso dal nostro; non dimentichiamoci che siamo animali continuamente tesi a preservare la specie: generare con un partner che abbia un sistema immunitario diverso dal nostro farebbe sì che la progenie risulti più forte e “selezionata”. Insomma, il nostro naso è in grado di determinare se la persona che abbiamo di fronte è un buon esemplare per procreare!

Per concludere…andate dove vi porta il naso! Affidatevi a lui! In una società dove oramai l’istinto e l’irrazionalità sono relegate in un angolino buio, abbandonatevi senza riserve ad annusare, cercate di valutare le persone non solo per l’aspetto o il modo di fare, ma aspiratene profondamente l’odore e vedete cosa vi trasmette…insomma, siate dei segugi in amore! E’ fuori discussione che poi l’amore vero e proprio abbia bisogno di altri mille requisiti per svilupparsi ed andare avanti, ma è altresì indubbio che senza il “fattore odore” difficilmente il rapporto farà scintille!

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